rebel writing

​Oltre il rumore: perché investire su se stessi dà sempre fastidio?

​Ultimamente mi sono resa conto di una dinamica bizzarra: c’è gente che ce l’ha con me. Non perché io abbia fatto loro qualcosa, sia chiaro, ma semplicemente perché sto cercando di ottenere il meglio per me stessa.

​La cosa, a dire il vero, non mi tocca minimamente. Anzi, se posso darvi un consiglio spassionato, credo sarebbe molto più salutare e costruttivo se pensaste a voi stesse, provando a migliorare la vostra vita anziché sprecare energie a odiare in me ciò che non riuscite a fare vostre. Questo chiacchiericcio sterile da comari non fa altro che farvi fare la figura delle pagliacce. Chi mi conosce sa esattamente chi sono: conosce la mia serietà, la mia intelligenza e la mia professionalità.

​Quindi mi chiedo: cos’è che odiate esattamente?

​La fame di conoscenza (quella vera)

​Odiate il fatto che io sappia quasi tutto? Non me ne sono mai vantata. La mia è semplice fame di curiosità, che mi ha sempre spinta verso la conoscenza. Non sono mai stata la “tuttologa dei social” che parla a vanvera: se mi interessa un argomento voglio capire, approfondire, andare alla fonte attendibile e non fermarmi alla superficie da Novella 2000.

​Adoro interfacciarmi con le persone, chiacchierare e confrontarmi, non fare la figura dell’ignorante. Conosco perfettamente i miei limiti — non mi sognerei mai di competere con chi ha in mano studi scientifici o medici — ma, nel mio piccolo, cerco sempre di capire. E questo fa la differenza.

​L’empatia non si compra

​Odiate la mia empatia? Il mio “esserci sempre”?

Curioso, perché siete le stesse persone che un tempo mi lasciavano i propri figli perché eravate troppo impegnate tra uscite e lavoro. All’epoca io non lavoravo, ero “comoda”. Ma quei bambini li ho cresciuti come se fossero miei. E oggi, il loro sorriso e la loro amorevolezza nei miei confronti sono la prova che ho fatto bene.

​Oggi quei ragazzi vengono da me a chiedere consigli. Sapete perché? Perché si fidano. Sanno che dirò sempre la verità e che cercherò solo il loro bene. Sanno che quando avevano la febbre c’ero io, non ero in giro a fare baldoria con le amiche.

​Quando l’evoluzione diventa una colpa

​Mi odiate perché, nel mio piccolo, sono riuscita a cambiare? Perché sono migliorata fisicamente, nel lavoro, nella vita?

Per anni ho messo al primo posto il bene degli altri, quasi fosse una missione. E finché mi annullavo, andava tutto bene. Quando ho finalmente capito che per prima cosa dovevo fare il mio bene, sono diventata improvvisamente il nemico.

​Ma la verità è che io non sono la vostra nemica. Siete voi le nemiche di voi stesse. Io, credetemi, nemmeno vi penso.

​Sono profondamente grata a me stessa per quello che ho costruito da sola fin qui, e per il gioiello di figlia che ho cresciuto e che vedo crescere ogni giorno. La mia più grande soddisfazione non è sentirmi dire che sono bella, ma che sono intelligente, e vedere che le persone serie notano dove sono arrivata.

​A 48 anni il viaggio è appena iniziato

​Sì, sono arrivata fin qui anche a 48 anni. Perché non è mai troppo tardi.

Dite che voglio fare la ventenne? No, non voglio fare la ventenne. Ma di certo non ho intenzione di lasciarmi morire dentro il rotolo degli anni che passano. Mi sento una ventenne nell’anima, nella voglia di scoprire, di vivere e di non fermarmi mai.

​Ora potrei anche dire di essere soddisfatta, ma per me non è mai abbastanza. C’è sempre un nuovo traguardo, una nuova scoperta.

​Quindi, mettetevi l’anima in pace. Oppure, fate un favore a voi stesse: fate qualcosa di buono per la vostra vita. Tanto, io non mi fermo. 😊

Perché ogni ribellione ha la sua poesia✍️

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